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Livia Bottardi (1942 - 1974)

 
 
 

Nata a Brescia il 25 dicembre 1942. Insegnante.

Crebbe in una famiglia modesta, il padre impiegato al Genio civile e la madre una sarta di origini mantovane.
Frequentò l'Istituto magistrale "V. Gambara" e si laureò nel corso di Materie Letterarie alla Facoltà di Magistero di Milano con la tesi Da I viceré a Il Gattopardo.
Appassionata di cinema viaggiò con il marito Manlio, sposato nel 1965, il fratello Alberto e altri amici per assistere alle rassegne cinematografiche e ai festival come Pesaro o Venezia. A Brescia fece parte del Circolo del Cinema.
Dal 1972 entrò a far parte dell'AIED (Associazione Italiana di Educazione Demografica), nella quale prestò volontariamente servizio di supporto e dialogo per le donne che in quegli anni si avvicinarono a percorsi di educazione demografica. Fece leggere in classe sia Quasimodo che gli articoli della Fallaci, convinta di dover lavorare per scardinare i vecchi schemi. «Bisogna distruggere i miti», amava ripetere. Negli anni Livia insegnò anche all'Istituto "Abba" (organizzò il cineforum, rimise in piedi la biblioteca e fondò la sezione Cgil interna), ma aveva una cattedra alle medie "Lamarmora" quando, il 3 Maggio 1974, ottenne il ruolo per l'insegnamento nelle superiori. Preparò il congresso Cgil scuola, stese con Manlio la conferenza di Spriano sulle lotte operaie, e quel 28 Maggio andò in piazza nonostante la «pioggia fascista», come affermò con la sua consueta ironia.
 

Vittima nella strage di piazza della Loggia a Brescia, il 28 maggio 1974.