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Immagini della violenza politica nell'Italia degli anni Settanta

 
 
 

fino al 31 agosto 2012, Verghereto (FC)

Per venti anni, dal 1969 al 1989, la violenza politica accompagnò la vita quotidiana degli italiani. 
Le prime pagine dei giornali, che all'epoca uscivano in un formato molto più grande, titolavano su colpi di Stato reali e presunti, su stragi, su omicidi di uomini politici, magistrati, forze dell'ordine, giornalisti, intellettuali. Davano notizie di scontri di piazza fra opposte fazioni, tra manifestanti e polizia; informavano  l'opinione pubblica sulle indagini che coraggiosi magistrati conducevano sui servizi segreti deviati, sui "depistaggi" operati da massonerie deviate e organizzazioni segrete. 
La mostra Immagini della violenza politica nell'Italia degli anni Settanta si compone di 29 pannelli della dimensione di 1x0,70 m, graficamente pensati come prime pagine di quotidiani del tempo: foto, commenti, inchieste e articoli prodotti da inviati "specializzati" nel seguire gli avvenimenti di terrorismo. Metodologie redazionali ancora estranee ai processi di informatizzazione che negli anni successivi sconvolsero l'editoria. Ai curatori della mostra è sembrata la scelta più coerente per privilegiare gli aspetti informativi rispetto a quelli emotivi e ad effetto. Necessità informativa evidenziata anche da un'inchiesta svolta tra gli studenti  dell'Istituto d'Istruzione superiore intestato a Roberto Ruffilli, che confermava i risultati dei questionari distribuiti agli studenti delle scuole e delle università di grandi città come Milano, Brescia, Bologna di insufficiente o nessuna conoscenza dei fatti di strage e terrorismo accaduti nelle loro stesse città. Fatti di cui non informano la scuola, la famiglia, i mass media. In generale, nella società italiana, vi è una scarsa propensione a ricordare quegli anni, fenomeno evidenziato da Giovanni Moro nel libro Anni Settanta [Torino, Einaudi 2008]. 
La mostra è suddivisa in due parti: il periodo "nero" dal 1969 al 1974 (pannelli 4-15) in cui ad operare furono prevalentemente i gruppi neofascisti, e il periodo "rosso" 1975-1982 (pannelli 16-29) in cui a uccidere furono prevalentemente le Brigate rosse e le tante sigle del terrorismo diffuso. Nell'arco dell'intero periodo si ebbero 9.673 atti di violenza politica con il drammatico bilancio in vite umane di 419 morti e 1.181 feriti.

I primi tre pannelli sono di introduzione alla mostra. 
Il primo pannello riporta i nomi dei promotori, curatori e sponsor. 
Il secondo pannello informa sulla dinamica interna alla strategia della tensione.  
Il terzo pannello contestualizza la situazione politica italiana nel quadro della "guerra fredda" e delle tensioni tra le nazioni europee per il controllo delle fonti di energia nel Mediterraneo. 
La collocazione internazionale dell'Italia era particolarmente difficile per il suo essere un  Paese di frontiera dello schieramento "occidentale", per la presenza del più grande partito comunista dell'Europa occidentale, la cui crescita elettorale e partecipazione al governo era ritenuta, dai governi degli Stati Uniti e dei Paesi dell'Alleanza Atlantica, incompatibile con l'appartenenza dell'Italia al blocco occidentale e alla Nato. Inoltre, dalla fine degli anni Sessanta la politica estera italiana, specie nel Mediterraneo, era divenuta più autonoma e più dinamica nella difesa degli interessi nazionali. 
La mostra è stata inaugurata il 9 maggio 2011 con la partecipazione delle classi quarte e quinte dell'Istituto di Istruzione superiore "Roberto Ruffilli" di Forlì ed è accompagnata da un documentario realizzato con spezzoni di filmati d'epoca relativi a stragi e terrorismo.
Dal 1° al 31 maggio 2012 è stata esposta al Liceo Scientifico Righi di Cesena. Dal 1° luglio al 31 agosto è stata ospitata presso la casa museo che ricorda l'eccidio di Tavolicci in comune di Verghereto (FC).
 

Guarda il video del documentario proiettato insieme alla mostra, realizzato con spezzoni di filmati d'epoca relativi a stragi e terrorismo.