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Rete degli archivi 'per non dimenticare'

 
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Archivio di Stato di Torino

 
 
L'Archivio di Stato di Torino conserva gli atti degli organi centrali e periferici dello Stato sabaudo fino all'unificazione del regno d'Italia e gli atti degli uffici statali con sede nell'attuale provincia di Torino. I nuclei documentari più antichi, risalenti al sec. XII, sono i fondi denominati Archivio di corte e Archivio camerale. L'Archivio generale del Regno ebbe origine dalla trasformazione dei Regi archivi seguita all'emanazione dello Statuto albertino nel 1848. La nascita dello Stato unitario e il successivo trasferimento della capitale, dopo un periodo in cui agli archivi di Torino fu riservato il ruolo di Direzione generale e di Archivio centrale (1862), determinarono nel 1874 il radicale mutamento dell'antico Archivio di corte dello Stato sabaudo in Sovrintendenza degli archivi piemontesi, poi Archivio di Stato con la legge 22 dicembre 1939, n. 2006. La sede originaria dell'istituto torinese, il palazzo degli Archivi di Corte, realizzato da Filippo Juvarra tra il 1731 e il 1733 per accogliere i documenti dello Stato sabaudo, riveste un interesse particolare per il fatto di essere uno dei più antichi esempi, nel mondo occidentale, di architettura progettata fin dall'origine come archivio di uno Stato moderno. Dal 1925 l'Archivio di Stato di Torino dispone di una seconda sede, più grande di quella originaria, nell'ex ospedale San Luigi. Una sala del Palazzo juvarriano degli Archivi di Corte ospita il Museo storico dell'Archivio di Stato, che raccoglie la storia documentaria di undici secoli, dal 726 al secolo XIX.

 

 

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