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Proposte per la didattica: un esempio, gli anni Settanta

Il progetto in laboratorio, sperimentato in diverse occasioni e in diverse realtà, ha dato risultati interessanti. Così come vuole la didattica "laboratoriale", il punto di partenza è il presente: si propone infatti di realizzare un tragitto presente-passato-presente, che parta dal presente, più precisamente, da come viene vissuto concretamente dagli alunni, dai bisogni e dalle richieste di chiarimenti attorno ai quali esso si organizza, dall’insieme di pregiudizi e di senso comune, che ne configurano la percezione immediata.

Dunque, focalizzare il presente e, in particolare:

  • - esporre e discutere i momenti cruciali della ricerca: che cosa faremo, perché, come, con quali strumenti?;
  • - rispondere a un questionario per monitorare come le parole chiave dei temi trattati vengono vissute dagli studenti;
  • - analizzare e discutere gli esiti del questionario, per arrivare a tematizzare e problematizzare, individuando insieme con gli studenti le parole chiave da privilegiare come centro di ricerca e, insieme, stabilire anche entro quali coordinate spazio-temporali (per esempio: Italia, Europa, mondo; dal 1980 in poi, dal Secondo dopoguerra, nel Novecento).

Si passa quindi al passato, attraverso un percorso che, in base alla delimitazione del campo di indagine effettuato, si apre alla individuazione e selezione di fonti, sia primarie sia secondarie. Da tali fonti prende l'avvio il lavoro di ricostruzione storica. Tale analisi pone via via delle domande sia sulle realtà coeve -  locale, italiana, internazionale - sia sul passato che ha portato a tali situazioni.
Questo comporterà l’acquisizione di un sapere, ma anche di un saper fare, i cui momenti nodali sono così schematizzabili:

  • - tematizzare e problematizzare: a partire dalle domande emerse dall’analisi del testo/fonte, si definisce il campo di indagine, avanzando ipotesi;
  • - utilizzare il contributo di esperti o testimoni, che occorre saper interrogare e interpretare;
  • confrontare, verificare e valutare le diverse risposte ottenute.

Attraverso le fonti individuate si cerca di rispondere alle domande fondamentali che saranno, in riferimento per esempio ai fatti di terrorismo:

  • - quando è accaduto? Ovvero la ricostruzione storiografica
  • - come è accaduto? Le indagini e il processo
  • - perché è accaduto? ipotesi storiche e politiche
  • - se e come questi fatti si siano inseriti nella memoria collettiva e personale

Le fonti quindi potranno essere:

  • - giuridico-politiche: sentenze e materiale delle Commissioni parlamentari d’inchiesta
  • - sociologiche: indagini sociali, inchieste
  • - visive: fotografie, filmati
  • - letterarie e artistiche: letteratura, canzoni, film
  • - a stampa: quotidiani, settimanali, periodici
  • - orali: testimoni, familiari delle vittime, giudici e giornalisti (le fonti orali sono sia costruite durante il laboratorio, sia reperite attraverso letture di testimonianze pubblicate)
  • - luoghi di memoria
  • - segni della memoria sul territorio

Le fonti sono analizzate e incrociate utilizzando schede costruite appositamente e che riprendono le categorie e le classificazioni caratteristiche della ricerca storica.

L’u ltima fase dell’attività è il ritorno al presente, in cui si deve dare conto del lavoro con la costruzione di un elaborato, così da rispettare le fasi della ricerca storica: selezionare, interrogare, interpretare, scrivere.
Il prodotto finale del laboratorio non è un accessorio, una fase eliminabile e sostituibile da una verifica, scritta o orale, ma è parte essenziale dell’azione didattica. Questa può assumere varie e diverse forme, dalla tesina ai cartelloni (per i più giovani); dal prodotto multimediale, al documentario, al telegiornale o al giornale storico. Altrettanto importante è la socializzazione del prodotto con una presentazione rivolta anche agli studenti che non hanno svolto il laboratorio, così come funzione essenziale di questo tipo di didattica è l’archiviazione e conservazione delle fonti e dei risultati del laboratorio.