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1947

 
 
 
 

4 gennaio 1947 Omicidio di Accursio Miraglia. A Sciacca (Agrigento), è ucciso Accursio Miraglia, segretario della Camera del lavoro e dirigente comunista. Il delitto, come del resto tutti gli omicidi di dirigenti e militanti del movimento contadino, è rimasto impunito.

17 gennaio 1947 Omicidio di Pietro Macchiarella. A Ficarazzi (Palermo), è ucciso Pietro Macchiarella, militante del Partito comunista, impegnato nelle lotte contadine.

19 gennaio 1947 Omicidio di Brunilde Tanzi e di Eva Macchiarini. A Milano, in due diversi attentati, sono uccise due militanti di destra: Brunilde Tanzi, del Partito democratico fascista, e Eva Macciacchini, delle Squadre d'azione "Mussolini". Secondo alcuni i due delitti sarebbero da attribuire alla Volante rossa.

13 febbraio 1947 Omicidio di Nunzio Sansone. A Villabate (Palermo), è ucciso il sindacalista Nunzio Sansone.

14 marzo 1947 Omicidio di Franco De Agazio. A Milano, è ucciso in un attentato Franco De Agazio, direttore della testata diffusa tra i reduci della Rsi «Meridiano d'Italia». Il delitto non sembra avere avuto esiti giudiziari, ma testimonianze relativamente recenti ne attribuiscono la paternità a militanti della Volante rossa.

1° maggio 1947 Strage di Portella della Ginestra (Palermo). Nel pianoro tra Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello, dove fin dai tempi dei Fasci siciliani si usava tenere le manifestazioni per il primo maggio, i contadini erano affluiti in gran numero per la festa del lavoro e per festeggiare la vittoria delle sinistre raccolte nel Blocco del popolo alle prime elezioni regionali del 20 aprile. Improvvisamente, dalle montagne circostanti si comincia a sparare sulla folla. Secondo le fonti ufficiali vi furono 11 morti e 27 feriti. In realtà i morti furono di più (alcuni morirono successivamente per le ferite riportate) e il numero dei feriti varia da 33 a 65. Morirono sul colpo: Margherita Clesceri, madre di sei figli e incinta, Giorgio Cusenza, Castrense Intravaia di 18 anni, Vincenzina La Fata di 8 anni, Serafino Lascari di 15 anni, Giovanni Megna, Francesco Vicari. Morivano pochi giorni dopo: Vito Allotta di 19 anni, Giuseppe Di Maggio di 13 anni, Filippo Di Salvo, Giovanni Grifò di 12 anni. Morivano successivamente: Provvidenza Greco, Vincenza Spina. Vincenzo La Rocca, padre di Cristina, una bambina di 9 anni ferita a Portella (un esame radiografico del 1997 ha rilevato nel suo corpo la presenza di un frammento metallico, probabilmente una scheggia di granata), con la figlia sulle spalle si recò a piedi a San Cipirello e morì qualche settimana dopo, stremato dalla fatica. Tra i morti del primo maggio c'è anche il campiere Emanuele Busellini, ucciso dai banditi della banda Giuliano che lo avevano incontrato lungo la strada per recarsi sul luogo della strage.

9 maggio 1947 Omicidio di Michelangelo Salvia. Nelle campagne di Partinico (Palermo), è ritrovato il corpo del contadino Michelangelo Salvia, della Camera del lavoro, ucciso con colpi di arma da fuoco probabilmente da mafiosi del luogo.

22 giugno 1947 Strage di Partinico. In provincia di Palermo, sono perpetrati attacchi con armi da fuoco e bombe a mano alle sezioni del Partito comunista di Partinico, Borgetto e Cinisi, alle sedi delle Camere del lavoro di Carini e San Giuseppe Jato e alla sezione del Partito socialista di Monreale. A Partinico vengono colpiti a morte Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Jacono. Sul posto viene trovato un volantino firmato dal bandito Giuliano, che invita i siciliani a lottare «contro la canea dei rossi» e annuncia la costituzione di un quartiere generale di lotta contro il bolscevismo, promettendo sussidi a quanti si sarebbero presentati alla sede della formazione militare, il vicino feudo Sagana.

22 ottobre 1947 Omicidio di Giuseppe Maniaci. A Terrasini (Palermo), è ucciso Giuseppe Maniaci, segretario della Confederterra e militante del Pci. Si era politicizzato nel carcere di Porto Longone, dove era detenuto per reati comuni e aveva conosciuto i dirigenti comunisti Scoccimarro e Terracini.

3 novembre 1947 Omicidio di Calogero Caiola. A San Giuseppe Jato (Palermo), è ucciso Calogero Caiola, che avrebbe dovuto testimoniare per la strage di Portella.

4 novembre 1947 Omicidio di Ferruccio Gatti. A Milano, è ucciso in un attentato Ferruccio Gatti, dirigente dello squadrismo milanese nel 1921-1922 e leader di una formazione di reduci della Rsi, e ferito suo figlio. Il delitto non sembra avere avuto esiti giudiziari, ma secondo alcuni è attribuibile a militanti della Volante rossa.

8 novembre 1947 Omicidio di Vito Pipitone. A Marsala (Trapani), è ucciso il sindacalista Vito Pipitone, segretario della Confederterra.

11 novembre 1947 Morti di Mediglia. A Mediglia (Milano), decine di manifestanti assaltano la casa di Giorgio Magenes, possidente e qualunquista, sospettato di sostenere squadre fasciste. Magenes apre il fuoco e uccide il manifestante Luigi Gaiot, operaio diciannovenne di Sesto San Giovanni; viene dunque tratto in arresto dalla forza pubblica, ma la camionetta è assalita dai manifestanti e il Magenes linciato.

15 novembre 1947 Morti di Cerignola. A Cerignola (Foggia), in scontri dopo un assalto alla sede della Dc muoiono due agenti e tre manifestanti (tra questi Domenico Angelini e Onofrio Perrone).

21 novembre 1947 Omicidio di Luigi Geronazzo. A Partinico (Palermo), viene ferito dai banditi il tenente colonnello Luigi Geronazzo, che muore successivamente.

21 dicembre 1947 Strage di Canicattì. A Canicattì (Agrigento), durante una manifestazione di disoccupati, un carabiniere spara sulla folla. Segue un conflitto in cui cadono i manifestanti Domenico Amato, Angelo Laura e Salvatore Lupo, e viene ferito il carabiniere Giuseppe Iannolino, che morirà dopo quattro giorni.