Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali-Direzione generale archivi

 
Servizio Archivistico Nazionale
 

Rete degli archivi 'per non dimenticare'

 
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Sono stati riportati gli episodi di violenza che hanno dato luogo sia a omicidi intenzionali sia accidentali.
Ne risulta un elenco vario e composito, nel quale gli attentati "mirati" (di carattere politico o mafioso) e la strage preordinata e pianificata a scopo terroristico si alternano alla morte di persone che si trovavano per caso sulla scena del delitto, alla morte come conseguenza di scontri tra avversari politici, all'omicidio per scambio di persona, alla morte in seguito alla repressione di manifestazioni di piazza.
In queste storie vi è un aspetto del nostro passato di cui è bene resti un chiaro e rispettoso ricordo: sarebbe importante riuscire a raccontarle tutte, anche per rendere omaggio a coloro che senza colpa hanno pagato un tributo di sangue. >>>

 
 
  • 1980

    1980

    6 gennaio 1980 Omicidio di Piersanti Mattarella. A Palermo, in via Libertà, è ucciso il presidente della Regione e dirigente democristiano Piersanti Mattarella. Si era impegnato in un'azione di moralizzazione della vita pubblica, bloccando alcuni appalti a cui erano interessati imprenditori mafiosi e si adoperava per un rinnovamento del quadro politico aperto al coinvolgimento del Partito comunista.

    8 gennaio 1980 L'imboscata ad Antonio Cestari, Rocco Santoro e Michele Tatulli. A Milano, sono uccisi in un agguato delle Brigate rosse tre agenti di pubblica sicurezza: la guardia Michele Tatulli, l'appuntato Antonio Cestari e il vicebrigadiere Rocco Santoro

    25 gennaio 1980 L'agguato a Emanuele Tuttobene e Antonio Casu. A Genova, il tenente colonnello dei Carabinieri Emanuele Tuttobene e l'autista appuntato Antonino Casu sono uccisi in un agguato da un commando delle Brigate rosse.

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  • 1981

    1981

    6 gennaio 1981 Omicidio di Luca Perucci. A Roma, un commando dei Nuclei armati rivoluzionari uccide lo studente Luca Perucci, militante del gruppo di estrema destra Terza posizione, che era stato sentito dai magistrati di Roma e Bologna che indagavano sull'eversione di destra. 

    3 febbraio 1981 Omicidio di Nicolino Selis. A Roma, è ucciso Nicolino Selis, esponente della banda della Magliana. Il corpo non è stato ritrovato.

    5 febbraio 1981 L'attentato a Enea Codotto e Luigi Maronese. A Padova, i carabinieri sorprendono dei giovani intenti al recupero di armi dal "canale scaricatore" del quartiere Bassanello. Questi, militanti dei Nuclei armati rivoluzionari, aprono il fuoco uccidendo il brigadiere Luigi Maronese e l'appuntato Enea Codotto. Nello scontro resta ferito un terrorista, che viene catturato.

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  • 1982

    1982

    3 gennaio 1982 Omicidio di Angelo Furlan. A Rovigo, l'esplosione di un ordigno posto nei pressi del carcere femminile, collocato per favorire l'evasione di alcune detenute, uccide Angelo Furlan.

    8 gennaio 1982 Omicidio di Luigi D'Alessio e di Rosa Visone. A Torre Annunziata (Napoli), è ucciso il maresciallo dei Carabinieri Luigi D'Alessio, da camorristi che aveva fermato per un controllo. Nella sparatoria rimane uccisa la sedicenne Rosa Visone.

    13 gennaio 1982 Omicidio di Francesco Borrelli. A Cutro (Crotone), in un attentato al boss Antonio Dragone, che si salva, rimane ucciso il maresciallo dei Carabinieri Francesco Borrelli.

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  • 1983

    1983

    25 gennaio 1983 Omicidio di Giangiacomo Ciaccio Montalto. A Valderice (Trapani), è ucciso il sostituto procuratore Giangiacomo Ciaccio Montalto, impegnato in indagini di mafia nel Trapanese.

    28 gennaio 1983 Omicidio di Germana Stefanini. A Roma, un nucleo delle Brigate rosse rapisce, "processa" e uccide Germana Stefanini, vigilatrice penitenziaria del carcere di Rebibbia. Il cadavere viene fatto ritrovare il giorno dopo in un'auto.

    31 gennaio 1983 Omicidio di Nicandro Izzo. A Napoli, è ucciso, dopo numerose minacce ricevute, Nicandro Izzo, agente in servizio presso l'istituto penitenziario di Poggioreale.

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  • 1984

    1984

    2 gennaio 1984 Omicidio di Stanislao Ceraso. A Portici (Napoli), è data alle fiamme l'autovettura di un agente di custodia. Nell'esplosione, muore Stanislao Ceraso, intervenuto per spegnere le fiamme.

    5 gennaio 1984 Omicidio di Giuseppe Fava. A Catania, è ucciso il giornalista e scrittore Giuseppe (Pippo) Fava, autore di inchieste, romanzi e opere teatrali. Aveva diretto il quotidiano «Giornale del Sud» e fondato il mensile «I Siciliani». Per primo aveva denunziato, in pieno isolamento, la presenza della mafia a Catania e i suoi collegamenti con imprenditori e politici. Dopo una serie di depistaggi, i familiari, grazie al loro impegno, sono riusciti a ottenere giustizia con la condanna dei mafiosi del clan Santapaola.

    15 febbraio 1984 Omicidio di Ray Leamon Hunt. A Roma militanti delle Brigate rosse-Partito comunista combattente uccidono il diplomatico statunitense Ray Leamon Hunt, responsabile della forza multinazionale di pace dell'Onu nel Sinai.

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  • 1985

    1985

    9 gennaio 1985 Omicidio di Ottavio Conte. A Torvaianica (Roma), è assassinato l'agente di Polizia Ottavio Conte. Dubbia l'attendibilità della rivendicazione.

    6 febbraio 1985 Omicidio di Carmine Tripodi. A San Luca (Reggio Calabria), è ucciso in un agguato Carmine Tripodi, brigadiere comandante della stazione dei Carabinieri.

    23 febbraio 1985 Omicidio di Pietro Parisi e di Giuseppe Mangano. A Palermo, sono uccisi l'imprenditore Roberto Parisi e l'autista Giuseppe Mangano. Da successive dichiarazioni di collaboratori di giustizia risulta che Parisi si sarebbe opposto alle richieste della mafia.

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  • 1986

    1986

    21 gennaio 1986 Omicidio di Paolo Bottone. A Palermo, è ucciso l'imprenditore Paolo Bottone, titolare assieme al padre dell'Isavia, una ditta di manutenzioni industriali. Probabilmente il delitto è dovuto al rifiuto di pagare il pizzo.

    7 febbraio 1986 Omicidio di Filippo Sansone. A Cosenza, è ucciso in un agguato Filippo Sansone, maresciallo degli agenti di custodia del carcere, un anno dopo l'uccisione del direttore Sergio Cosmai.

    10 febbraio 1986 Omicidio di Lando Conti. A Firenze, militanti delle Brigate rosse-Unione comunisti combattenti uccidono Lando Conti, ex sindaco della città ed esponente del Partito repubblicano italiano.

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  • 1987

    1987

    9 gennaio 1987 Omicidio di Cosimo Aleo. Ad Acireale (Catania), è ucciso Cosimo Aleo, ragazzo di sedici anni, strangolato e poi finito a colpi di pietre da sicari perché aveva rubato in casa di un mafioso.

    14 febbraio 1987 L'assalto di via Prati di Papa. A Roma, militanti delle Brigate rosse-Partito comunista combattente assaltano un furgone postale scortato da una volante della Polizia; nell'auto muoiono l'assistente di polizia Rolando Lanari e l'agente Giuseppe Scravaglieri.

    4 marzo 1987 Omicidio di Giuseppe Richichi. A Polistena (Reggio Calabria), è ucciso da un proiettile vagante il vicepreside dell'istituto magistrale, Giuseppe Richichi, in un agguato contro Vincenzo Luddeni, direttore della Banca popolare di Polistena, rimasto illeso.

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  • 1988

    1988

    12 gennaio 1988 Omicidio di Giuseppe Insalaco. A Palermo, in pieno centro, è ucciso Giuseppe Insalaco, ex sindaco democristiano. Aveva denunziato alla Commissione parlamentare antimafia i collegamenti tra mafia e amministrazione comunale.

    14 gennaio 1988 Omicidio di Natale Mondo. A Palermo, nel quartiere Acquasanta, è ucciso l'agente Natale Mondo, scampato all'agguato del 6 agosto 1985, in cui erano morti il capo della Squadra mobile Ninni Cassarà e l'agente Roberto Antiochia. Aveva proseguito l'attività investigativa. Si è pensato anche a una vendetta per la morte nei locali della questura di Salvatore Marino, indiziato per l'omicidio del commissario di Polizia Beppe Montana.

    2 marzo 1988 Omicidio di Donato Boscia. A Palermo, è ucciso l'ingegnere Donato Boscia, direttore del cantiere dell'impresa romana Ferrocementi. Aveva denunciato alla Commissione antimafia i collegamenti tra mafia e amministrazione comunale.

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  • 1989

    1989

    10 gennaio 1989 Omicidio di Colin Winchester. A Deakin (Australia), è ucciso, da un appartenente alla 'ndrangheta, Colin Winchester, ufficiale di Polizia maggiore dell'Australia.

    14 febbraio 1989 Omicidio di Francesco Pepi. A Niscemi (Caltanissetta), è ucciso Francesco Pepi, titolare di un'industria conserviera. Probabilmente il delitto è causato dal rifiuto di pagare il pizzo. In quegli anni a Niscemi c'era uno scontro tra cosche rivali con molti omicidi.

    23 febbraio 1989 Omicidio di Marcella Tassone. A Laureana di Borrello (Reggio Calabria), durante una sparatoria, è uccisa Marcella Tassone, di 10 anni.

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  • 1990

    1990

    23 gennaio 1990 Omicidio di Vincenzo Miceli. A Monreale (Palermo), è ucciso l'ingegner Vincenzo Miceli. Si è autoaccusato, come mandante dell'omicidio, Giovanni Brusca, che ha definito Miceli: «Un onesto lavoratore. Uno che non voleva pagare il pizzo e che faceva delle denunce».

    2 febbraio 1990 Omicidio di Enrico De Pedis. A Roma è ucciso Enrico De Pedis, tra i fondatori e dirigenti della banda della Magliana.

    7 febbraio 1990 Omicidio di Giovanni Trecroci. A Villa San Giovanni (Reggio Calabria), è ucciso dalla 'ndrangheta il vicesindaco Giovanni Trecroci.

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  • 1991

    1991

    9 gennaio 1991 Omicidio di Valentina Guarino. A Taranto, è uccisa Valentina Guarino, di 6 mesi, che si trovava in braccio al padre bersaglio dell'agguato.

    11 marzo 1991 Omicidio di Antonio Valente. A Locri (Reggio Calabria), è ucciso Antonio Valente, impiegato di una ditta taglieggiata.

    30 marzo 1991 Omicidio di Salvatore D'Addario. A Napoli, è ucciso Salvatore D'Addario, agente della Polizia di Stato, mentre tentava di fermare uno scontro a fuoco tra camorristi tra la folla.

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  • 1992

    1992

    4 gennaio 1992 Omicidio di Salvatore Aversa e di Lucia Precenzano. A Lamezia Terme (Catanzaro), sono uccisi il sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa, impegnato da anni in indagini sulla 'ndrangheta, e la moglie Lucia Precenzano.

    22 gennaio 1992 Omicidio di Antonio, Vincenzo e Salvatore Spartà. A Randazzo (Catania), sono uccisi il pastore Antonino Spartà e i figli Vincenzo e Salvatore. Si erano rifiutati di pagare una tangente. Le loro tombe saranno più volte profanate.

    Febbraio 1992 Omicidio di Salvatore Mineo. A Bagheria (Palermo), è ucciso il commerciante di abbigliamento Salvatore Mineo, che si sarebbe ribellato al racket.

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  • 1993

    1993

    8 gennaio 1993 Omicidio di Beppe Alfano. A Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), è ucciso il corrispondente del quotidiano «La Sicilia» Beppe Alfano. Aveva dedicato vari servizi alle attività della mafia della zona e ultimamente aveva denunziato le speculazioni dell'Aias di Milazzo a danno dei disabili.

    8 febbraio 1993 Omicidio di Pasquale Campanello. A Napoli, nel carcere di Poggioreale, è ucciso Pasquale Campanello, sovrintendente della Polizia penitenziaria.

    21 aprile 1993 Omicidio di Angelo Carlisi e di Calogero Zaffuto. Sulla strada da Porto Empedocle (Agrigento) è ucciso, assieme al pescivendolo Angelo Carlisi, Calogero Zaffuto, vittima innocente.

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  • 1994

    1994

    18 gennaio 1994 Omicidio di Vincenzo Garofalo e di Antonino Fava. Sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, nei pressi dello svincolo di Scilla (Reggio Calabria), sono uccisi in agguato della 'ndrangheta i carabinieri Vincenzo Garofalo e Antonino Fava.

    19 marzo 1994 Omicidio di Giuseppe Diana. A Casal di Principe (Caserta), viene ucciso don Giuseppe Diana, parroco della chiesa di San Nicola. Aveva cominciato il suo impegno contro la camorra nel 1983 quando, dopo una strage, aveva organizzato assieme a pochi altri una manifestazione. Nel 1989 aveva rifiutato i soldi messi a disposizione dai camorristi per la festa parrocchiale e lavorato con i giovani e gli extracomunitari. Nel dicembre 1991 aveva preparato il documento Per amore del mio popolo non tacerò e, in occasione delle elezioni comunali del 1993, aveva invitato gli elettori a fare delle scelte oculate e i camorristi a farsi da parte. Venne ucciso il giorno del suo onomastico, in chiesa, mentre si accingeva a celebrare la messa. Dopo una serie di depistaggi, nel 2003 sono stati condannati i camorristi responsabili del delitto.

    20 marzo 1994 Omicidio di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin. A Mogadiscio, in Somalia, uccisione della giornalista della Rai Ilaria Alpi e del cameraman Miran Hrovatin. La Alpi indagava su traffici internazionali di armi e di rifiuti tossici.

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