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Il processo per l'omicidio di Carmine (Mino) Pecorelli, di Francesco Maria Biscione (2017)

La sera del 20 marzo 1979, in via Orazio a Roma, fu ucciso a colpi di pistola Carmine (detto Mino) Pecorelli, noto giornalista investigativo, direttore del settimanale Osservatore politico (Op), uomo dalle molte e non lineari relazioni. Non risultarono testimoni.
La magistratura operò il sequestro di ingente materiale documentario presso l'abitazione e l’ufficio del defunto. Sulla base di queste carte (tra le quali vi era materiale riservato proveniente dai servizi segreti italiani) e di indizi che emersero strada facendo, per l'omicidio del giornalista furono indiziati Licio Gelli e il capitano Antonio Viezzer, i fratelli Cristiano e Giuseppe Valerio Fioravanti, Massimo Carminati. Gli indizi raccolti in nessun caso permisero l'apertura di un procedimento per l'omicidio del giornalista, ragion per cui il giudice istruttore Francesco Monastero del tribunale di Roma emise (15 novembre 1991) una sentenza istruttoria di proscioglimento per gli indagati.

Documentazione giudiziaria sul processo per l'omicidio di Carmine (Mino) Pecorelli

 

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