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Assalto alla questura di Reggio Calabria, 18 luglio 1970

Il 18 luglio 1970, a Reggio Calabria, si svolsero i funerali di Bruno Labate, prima vittima della rivolta per il capoluogo. Alle esequie, tenutesi nella chiesa di S. Salvatore del popolare quartiere di Tremulini, parteciparono migliaia di persone, che accompagnarono il feretro per le strade della città. La morte di Labate aveva esasperato l'ostilità nei confronti della polizia, tenuta distante dal corteo funebre, in cui furono innalzati cartelloni con scritte «Polizia uguale SS» o «Qualcuno uccide» e di cui il controllo fu affidato a un servizio d'ordine improvvisato (vigili e ferrovieri). Dopo i funerali, centinaia di dimostranti assaltarono la questura, incendiando con bottiglie molotov automezzi e alcuni uffici. Tuttavia, nonostante la recrudescenza dell'assalto e i pericoli corsi dagli uomini delle forze dell'ordine, nessuno di essi intervenne, in base agli ordini del questore Emilio Santillo, evitando un'escalation della violenza.