Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo-Direzione generale archivi

 
Servizio Archivistico Nazionale
 

Rete degli archivi 'per non dimenticare'

 
cerca nel portale
 

Morte di Bruno Labate, 15 luglio 1970

Il 15 luglio 1970, a Reggio Calabria, durante il secondo giorno di sciopero cittadino per rivendicare il capoluogo regionale, vi furono ripetuti violenti scontri tra dimostranti e forze dell'ordine. In tarda serata, Bruno Labate, reggino di 46 anni, ferroviere iscritto alla Cgil, fu rinvenuto esanime in una strada del centro cittadino (via Logoteta, dove oggi è posta una lapide commemorativa) e spirò durante il trasporto in ospedale. Le circostanze della sua morte erano incerte e non furono chiarite dall'autopsia, che ne stabilì la morte per «compressione del torace con impedimento del mantice respiratorio». Esse non si chiarirono nemmeno in seguito agli accertamenti giudiziari, da cui non emerse alcun responsabile.
Per questo, ancora oggi le immagini rimaste nella memoria collettiva sono varie e contraddittorie: percosso dalle forze dell'ordine e poi lasciato in strada; schiacciato contro un muro da una camionetta della polizia durante uno dei consueti caroselli o, al contrario, da un'auto ribaltata dai dimostranti; caduto dall'impalcatura di un cantiere. Sia i favorevoli che i contrari alla rivolta mostrarono la certezza che egli stesse partecipando alla mobilitazione. Di sicuro, la morte di Labate diede un grosso impulso alla mobilitazione collettiva.