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Omicidio di Mikaeli (Mikis) Mantakas, 28 febbraio 1975

Il 28 febbraio 1975 si celebrò a Roma il processo di primo grado a carico degli esponenti del gruppo di estrema sinistra Potere operaio, accusati della morte di Virgilio e Stefano Mattei. Nel corso della manifestazione organizzata a favore degli accusati, si verificarono - nella zona compresa tra piazzale Clodio e piazza Risorgimento - gravissimi scontri tra militanti di Potere operaio e giovani di destra. Mikaeli Mantakas, studente greco di ventun anni appartenente al movimento giovanile di destra Fronte universitario d'azione nazionale (Fuan), rimase ucciso davanti alla sezione di quartiere del Movimento sociale italiano. A sparargli, con una pistola di grosso calibro, furono due giovani a bordo di una potente moto.

Per il fatto saranno condannati, nel 1981, due estremisti di sinistra. Uno di essi, posto in libertà provvisoria dopo la sentenza di primo grado, si darà alla latitanza; l'altro, assolto in primo grado per insufficienza di prove, transiterà nelle Brigate rosse partecipando, tra l'altro, al rapimento di Aldo Moro.

A distanza di poco più di dieci giorni, a Milano, un altro giovane di destra, il diciottenne Sergio Ramelli - nato a Milano l'8 luglio 1956 e militante del Fronte della gioventù - fu aggredito a colpi di spranga e chiavi inglesi da militanti di Avanguardia operaia. Morirà il 29 aprile per le ferite riportate. Gli autori del fatto furono individuati a distanza di circa dieci anni e condannati con sentenza definitiva nel 1990. L'episodio destò grande impressione, ma anche altre morti. Circa sei mesi dopo, si verificò quella di Mario Zicchieri, anch'egli del Fronte della gioventù e, in occasione del primo anniversario della morte di Ramelli, quella dell'avvocato Enrico Pedenovi, consigliere provinciale a Milano, ivi ucciso il 29 aprile 1976.